Perché soffriamo, noi donne, s’intende, per ubbidire agli stilisti sadici che ci vedono inerpicate su improbabili tacchi, così alti che, quando facesse sufficientemente freddo, potrebbero essere visitati da localizzatissime tempeste di neve?
Ho detto “noi donne” per lealtà alla categoria cui anch’io mi onoro di appartenere, perché io mai (bugia, quasi mai…e va bene, una volta, una volta sola ho peccato!) acquisto scarpe che mi rovinano la vita.
A meno di sviste, che possono succedere, compro scarpe che mi posso permettere anche a livello fisiologico. Odio avere mal di piedi!
Ma troppo spesso i miei acuti occhi di falco della strada, predatrice di idee e di tendenze della gente qualunque in vie normali di città anonime, troppo spesso dicevo, focalizzano piedi che annaspano disperati e caviglie incerte, vittime di tacchi altissimi, spesso distorti da andature inadeguate.
E soffro per voi. E non solo come donna, anche come esteta.
E’ bello tutto ciò, vi chiedo?
Fa stile, fa tendenza? E, soprattutto, è degno testimone della nostra intelligenza?
Se almeno queste benedette scarpe ci facessero più belle! Capirei tutto, ve lo assicuro. Ma non è così. Sfogliate i giornali femminili, giudicate voi stesse: vedrete coi vostri occhi famose attrici e cantanti schiacciate a terra non dalla loro inequivocabilmente scarsa statura, ma dai loro indegni trampoli che tendono la caviglia già non sottile per natura o mettono in risalto muscoletti non precisamente femminei.
E già che ci siamo: non abbracciate tutte e di corsa la nuova dilagante mania per le gonne ampie, anni 50!
Se siete basse, con la gonna a ruota, specialmente se avrete scelto la lunghezza al polpaccio, sembrerete ancora più basse…se poi abbinate il tutto a tacchi vertiginosi e caviglie imperfette, siete proprio spacciate.
Non copiate le attrici, che, diciamocelo, sono plagiate proprio dagli stilisti, i cui abiti indossano (male).
Sì, lo so, non volete passare inosservate, ma c’è modo e modo di essere osservate.
Se volete essere apprezzate per le vostre qualità più che essere notate per i difetti, non indossate calzature che vi provocano dolore. La donna bella non è mai a disagio, ergo non soffre. Scegliete quindi i tacchi che non vi obbligano a trascinarvi, a fare strane rotazioni dell’anca o ad appoggiarvi al paziente braccio del vostro accompagnatore.
E, tanto per gli abiti che per le calzature, quando scegliete, guardatevi attentamente allo specchio. Prendetevi tutto il tempo e non fidatevi degli adulatori.
Mi spiace doverlo dire, ma in questi tempi di crisi economica stilla troppo miele nei negozi d’abbigliamento…e non solo in quelli, a dire il vero.
Prendetevi dunque tutto il tempo che volete, quando siete nel camerino e meditate.
Da sole. Escludete commesse garrule ed entusiaste dei vostri rotolini di ciccia, ma siate gentili con loro, perché è probabile che stiano rischiando il posto di lavoro.
Tornando a noi, specialmente se non avete il vitino di vespa e, negli occhi, il falso candore della mitica B.B. dei tardi anni cinquanta o l’allure di Audrey Hepburn, tanto per citare due irraggiungibili miti che incarnano alla perfezione l’archetipo della bella formosa e della bella non formosa, sarà il caso che diate ascolto a quella vocina interna, noiosa come il ronzio di una mosca, che vi continua a ripetere che l’abito che indossate o le scarpe che calzate non fanno per voi.
Tornando all’argomento con cui ho aperto, se avete abbandonato i tacchi scultura e i plateau assurdi, se volete rispettare i vostri piedi, pur senza passare inosservate (almeno questo è certo!) per l’estate scegliete uno stile di rottura, che potete consigliare a compagni e fanciulli, sia che siano figli o fratelli minori.
Il tutto ad un prezzo adatto a qualsiasi borsellino.
Mi riferisco alle scarpe? anti bon – ton per eccellenza: le dudeshoes, certamente molto più cool di altre più note “non scarpe” amiche dei piedi
Intanto sfogliatevi il catalogo, sul sito dudeshoes.org.
In ogni caso, buone passeggiate!
Vostra Lina